Imposta di soggiorno, AIGO scrive al Governo: uniformare disciplina nazionale e destinare proventi al turismo

La disciplina dell’imposta di soggiorno deve essere uniformata a livello nazionale ed i proventi destinati, prevalentemente se non esclusivamente, al turismo. A chiederlo è AIGO, l’associazione dei gestori dell’ospitalità diffusa Confesercenti, in una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Mario Draghi, al Ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco e alla Conferenza Stato-Città e autonomie locali, per sottoporre all’attenzione dell’esecutivo “le problematiche derivanti dalla mancanza di una disciplina uniforme con riguardo agli aspetti più importanti dell’imposta di soggiorno, a dieci anni dall’entrata in vigore della disposizione istitutiva”.

“Fino ad oggi – si legge nella lettera – i comuni hanno disciplinato in maniera autonoma la materia, creando situazioni di disparità” sia per i turisti che per i gestori delle strutture ricettive, “incaricati di ricevere il tributo dai clienti e di versare il corrispettivo all’ente locale”. Per questo, si chiede “l’emanazione di un regolamento recante la disciplina generale di attuazione dell’imposta di soggiorno. Sarebbe inoltre importante che nel testo di legge fosse stabilito che il gettito derivante dall’imposta di soggiorno fosse destinato a finanziare prevalentemente (se non esclusivamente) ‘interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive’, dal momento che sono i gestori delle strutture stesse che sopportano gli oneri più impegnativi in relazione alla riscossione del tributo. L’attuale formulazione della legge, che fa riferimento anche al finanziamento di ‘interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonché dei relativi servizi pubblici locali’, appare troppo generica e tale da far perdere al tributo la specifica caratteristica di imposta di scopo”.

“Il turismo – commenta il Presidente nazionale di AIGO Claudio Cuomo – è sicuramente un asset strategico del nostro paese. Per questo, è necessario fare scelte per migliorare la qualità percepita durante la permanenza dei turisti nelle città ospitanti. L’imposta di soggiorno è il giusto strumento che, pagato dai turisti, può ritornare in qualità ai turisti stessi ed alle aree che li ospitano. Troppo a lungo i comuni hanno disciplinato in maniera autonoma, ignorando le richieste dei gestori delle strutture ricettive che sopportano gli oneri più impegnativi in relazione alla riscossione del tributo, oneri e responsabilità che incidono significativamente sulla gestione della loro attività economica. È il momento di rilanciare il turismo, smettendo di utilizzarlo come un bancomat”.

L’associazione, inoltre, ricorda che il prossimo 30 giugno scadrà il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale da parte dei gestori delle strutture ricettive ma che, ad oggi, manca ancora il relativo decreto attuativo del MEF che dovrebbe indicare le modalità operative. Pertanto, conclude la lettera, “si chiede che il decreto venga emanato al più presto, al fine di consentire ai gestori delle strutture ricettive di prepararsi adeguatamente e di rispettare i termini per l’adempimento”.

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